AbOUtMe

Utente: SpiLLO18
Nome: SpiLLo
Scrivere è un po' come fare i minatori di se stressi: si attinge a quello che si ha dentro, se si è sinceri non si bada al rischio di farsi crollare tutto addosso.

AvViSo Ai NaVigAnTi

" la visione di questo BlOg se usate il BrOwSer MozillA firefox sarà sicuramente ottima...se ne usate un'altro non sono responsabile della distorsione dei miei pensieri.."

CuRVe NeLlA MeMoRIA


PezZi Di StORiA

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CoSì è sE Vi pArE


Le Manie Di Spillo

CiTarSi AdDoSsO

"..quel che di bello c'è nella vita è sempre un segreto... per me è stato così... quelle che si sanno sono le cose normali, o le cose brutte, ma poi ci sono dei segreti, ed è lì che si va a nascondere la felicità.. a me è successo così.. sempre... "AlESsaNDro BaRIcCo

"Norme di Finagle
1. Prima tracciate le curve che vi servono, poi trovate i punti che corrispondono.
2. Ogni esperimento deve essere riproducibile, e fallire sempre allo stesso modo.
3. Non credete ai miracoli: contateci ciecamente."
La LeGge Di MurPHy

"Assioma di Wingo :
Tutte le leggi di Finagle possono essere trascurate da chi ha imparato la semplice arte di fare senza pensare." La LeGge Di MurPHy

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mercoledì, 31 maggio 2006

"iN GuaTemaLa PotTRei diVenTAre moLtO RicCo meTteRe sU uNa CLiniCa e dEdiCarMi alL'aLleRgOLogiA...

..FarLo saRebBe il Più oRriBilE tRAdiMeNTo Ai dUe iO cHe lOTtaNo in Me, il sOCiaLisTa e iL ViaGgiAtoRe."
10 MAGGIO 1954 da una lettera di  Che Guevara alla madre



"Non scrivi più /e non ti sento più,/ so quel che fai /e un po' ho paura, sai. /Son senza sole /le strade di Rosario, /fa male al cuore /avere un figlio straordinario: /a saperti là /sono orgogliosa e sola, /ma dimenticarti... /è una parola... /bambino mio, /chicco di sale, /sei sempre stato/ un po' speciale, /col tuo pallone, /nero di lividi e di botte, /e quella tosse, amore, /che non passava mai la notte; /e scamiciato, davanti al fiume ore e ore, /chiudendo gli occhi, /appeso al cuore. /

O madre, madre, /che infinito, immenso cielo /sarebbe il mondo /se assomigliasse a te! /Uomini e sogni /come le tue parole, /la terra e il grano /come i capelli tuoi. /

Tu sei il mio canto, /la mia memoria, /non c'è nient'altro /nella mia storia; /a volte sai, /mi sembra di sentire /la "poderosa" /accesa nel cortile: /e guardo fuori:"Fuser, /Fuser è ritornato", /e guardo fuori, e c'è solo il prato. /

O madre, madre, /se sapessi che dolore! /Non è quel mondo /che mi cantavi tu: /tu guarda fuori, /
tu guarda fuori sempre, /e spera sempre /di non vedermi mai; /sarò quel figlio/che ami veramente, /soltanto e solo /finché non mi vedrai./"    -Celia de la Serna -Robeto Vecchioni
mama che

postato da: SpiLLO18 alle ore 00:15 | link | commenti (2)
categorie: quellochescoproingiro
martedì, 30 maggio 2006

BaTRoPIsmO

non starò quì a spiegare quale percorso mentale stasera mi porta a pubblicare queste due foto...UAN e FOUR per chì non lo ricorda...che solo stasera ho capito(con un'evidente aiuto) portavano i nomi dei canali sul quale andava in onda,rispettivamente,bim bum bam e ciao ciao...e io che pensavo di non averla mai vista in vita mia rete4..


fourUAN















postato da: SpiLLO18 alle ore 23:31 | link | commenti (2)
categorie:

CitO qUAlcUno LetTO nEL mUCChIO

 

...cambiano piedi e scarpe ma il culo rimane sempre lo stesso...


FIESOLE


postato da: SpiLLO18 alle ore 12:05 | link | commenti
categorie: questapazzafede

"NoE'!". "cHi e'?". "dIO". "Io cHi?". NoN io, DiO, GeOVa". "UfFa, nOn hO teMPo, meTtEtE i DepLiaNTs soTtO lA poRtA".

sarebbe bello una sera doverti riaccompagnare.
Accompagnarti per certi angoli del presente,
che fortunatamente diventeranno curve nella memoria.
Quando domani ci accorgeremo che non ritorna mai più niente,
ma finalmente accetteremo il fatto come una vittoria.

Perciò partiamo, partiamo che il tempo è tutto da bere,
e non guardiamo in faccia nessuno che nessuno ci guarderà.
Beviamo tutto, sentiamo il gusto del fondo del bicchiere
e partiamo, partiamo, non vedi che siamo partiti già?

postato da: SpiLLO18 alle ore 01:06 | link | commenti
categorie: trattodaqualcosaltro

"coMe sarEbbE bELlo diRe 'pEr cASo'? .. Tu cREdi daVveRo cHe ci Sia quALcoSa cHe suCceDe 'peR caSo'?

lovers
Taci. Su le soglie                                            
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie                                         
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove sui pini
scagliosi ed irti,

piove sui mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
sui ginestri folti
di coccole aulenti,
piove sui nostri volti
silvani,
piove sulle nostre mani
ignude,
sui nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
l'illuse, che oggi m'illude,
o Ermione
Odi? La pioggia cade                   
su la solitaria
verdura
con un crepitio che dura
e varia nell'aria
secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
nè il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancora, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immersi
noi siam nello spirto
silvestre,
d'arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come un foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.
Ascolta, ascolta. L'accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall'umida ombra remota.
più sordo e più fioco
s'allenta, si spegne.
Sola una nota
ancora trema, si spegne,
risorge, treme, si spegne.
Non s'ode voce del mare.
Or s'ode su tutta la fronda
crosciare
l'argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell'aria
è muta; ma la figlia
del limo lontane,
la rana,
canta nell'ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.
Piove su le tue ciglia nere
sì che par tu pianga
ma di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
aulente,
il cuor nel petto è come pesca
intatta,
tra le palpebre gli occhi
son come polle tra l'erbe,
i denti negli alveoli
son come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
(e il verde vigor rude
ci allaccia i malleoli
c'intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri volti
silvani,
piove sulle nostre mani
ignude,
sui nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m'illuse, che oggi t'illude,
o Ermione.

postato da: SpiLLO18 alle ore 03:08 | link | commenti (1)
categorie: trattodaqualcosaltro

Al DeSTiNo, coMe sApPiaMo, nOn MaNca iL sEnSo DeLl'irOniA.

L'uomo che cammina sui pezzi di vetro
dicono ha due anime e un sesso di ramo duro in cuore
e una luna e dei fuochi alle spalle mentre balla e balla,
sotto l'angolo retto di una stella.
Niente a che vedere col circo,
nè acrobati nè mangiatori di fuoco,
piuttosto un santo a piedi nudi,
quando vedi che non si taglia, già lo sai.
Ti potresti innamorare di lui,
forse sei già innamorata di lui,
cosa importa se ha vent'anni
e nelle pieghe della mano,
una linea che gira e lui risponde serio "è mia"
                                                                                                                  sottindente la vita.
E la fine del discorso la conosci già,
era acqua corrente un pò di tempo fà che ora si è fermata qua.
Non conosce paura l'uomo che salta
e vince sui vetri e spezza bottiglie e ride e sorride,
perchè ferirsi non è impossibile,
morire meno che mai e poi mai.

Insieme visitata è la notte che dicono ha due anime
e un letto e un tetto di capanna utile e dolce
come ombrello teso tra la terra e il cielo.
Lui ti offre la sua ultima carta,
il suo ultimo prezioso tentativo di stupire,
quando dice "È quattro giorni che ti amo,
ti prego, non andare via, non lasciarmi ferito".
E non hai capito ancora come mai,
mi hai lasciato in un minuto tutto quel che hai.
Però stai bene dove stai. Però stai bene dove stai.

postato da: SpiLLO18 alle ore 02:50 | link | commenti
categorie: perdendoilfilodeldiscorso
venerdì, 26 maggio 2006

..L'iTaLiA deRUbAtA e cOLpiTA aL cuORe..

Quando saremo due saremo veglia e sonno
affonderemo nella stessa polpa
come il dente di latte e il suo secondo
saremo due come le acque, le dolci e le salate                                                 snooopy&..
come i cieli, del giorno e della notte,
due come sono i piedi, gli occhi, i reni
come i tempi del battito
i colpi del respiro

Quando saremo due non avremo metà
saremo un due che non si può dividere con niente
Quando saremo due, nessuno sarà uno
uno sarà l'uguale di nessuno
e l'unità consisterà nel due

Quando saremo due
cambierà nome pure l'universo
diventerà diverso

postato da: SpiLLO18 alle ore 20:14 | link | commenti
categorie: trattodaqualcosaltro

INDipeNdeNtemeNte dA qUAnTo i gATti PosSanO aZzuFfaRSi tRa Di lORo, seMbRA sEmPRe eSseRCi uNa gRAnDe abBoNDanZa di gAtTinI

stiamo aspettando che la MAMUS...gatta di non-proprietàsempreprontaarichiestedicibo   foto varie 352  ci faccia conoscere i gattini che ha scodellato un mese e mezzo fa circa..visti gli altri c'è da aspettarsene di belli...
nerina e tigrino

ma qualcuno non ne è felice..
NELLA GUARDINGA

postato da: SpiLLO18 alle ore 20:07 | link | commenti
categorie:

..IL LunGo AdDIo..

…e lunghe ore ad ingannarci così
a dire lui e lei, sempre gli altri
e i palliativi sono sempre tanti
per non ammettere che siamo qui

e Charlie Brown e Mafalda e la scuola                                                 dylan&groucho
storie un po’ vere, a volte inventate
nei pomeriggi d’inverno e d’estate
di strani voli su una parola

Quando cantavo plaisir d’amour
tu mi guardavi e ridevi più forte
non lo capivi che ti facevo la corte
o forse capivi e la furba eri tu

e mi hai sospeso su un filo di lana
e mi ci terrai ancora per molto
giovane amore, fiore non colto
o forse si; ma da un’altra mano

E chi lo sa se anche tu mi vuoi bene
a volte credo di esserne certo
a volte invece sembra tutto uno scherzo
fuggono gli occhi come falene

amica mia sorella speranza
quello che vuoi io non ti dirò
quello che voglio non sentirò
quello che c’è dietro l’indifferenza

E tutto è morto e tutto è ancor vivo
e solamente tutto è cambiato
quello che provo l’ho sempre provato
e credo ancora in ciò in cui credevo

e il fiocco nero è l’unica cosa
che mi è rimasta con la malinconia
ma insieme a questa stanca anarchia
vorrei anche te, amica mia

Ma dimmi tu, non è meglio così?
immaginare ed illudersi sempre
qui ad aspettare qualcosa o niente
qui ad aspettare un no o un si

che in ogni caso sarebbero fine
di tutto questo che almeno è un ricordo      
così studiato giorno per giorno
fatto di tanti cristalli di brina

postato da: SpiLLO18 alle ore 01:29 | link | commenti (1)
categorie: trattodaqualcosaltro