AbOUtMe

Utente: SpiLLO18
Nome: SpiLLo
Scrivere è un po' come fare i minatori di se stressi: si attinge a quello che si ha dentro, se si è sinceri non si bada al rischio di farsi crollare tutto addosso.

AvViSo Ai NaVigAnTi

" la visione di questo BlOg se usate il BrOwSer MozillA firefox sarà sicuramente ottima...se ne usate un'altro non sono responsabile della distorsione dei miei pensieri.."

CuRVe NeLlA MeMoRIA


PezZi Di StORiA

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CoSì è sE Vi pArE


Le Manie Di Spillo

CiTarSi AdDoSsO

"..quel che di bello c'è nella vita è sempre un segreto... per me è stato così... quelle che si sanno sono le cose normali, o le cose brutte, ma poi ci sono dei segreti, ed è lì che si va a nascondere la felicità.. a me è successo così.. sempre... "AlESsaNDro BaRIcCo

"Norme di Finagle
1. Prima tracciate le curve che vi servono, poi trovate i punti che corrispondono.
2. Ogni esperimento deve essere riproducibile, e fallire sempre allo stesso modo.
3. Non credete ai miracoli: contateci ciecamente."
La LeGge Di MurPHy

"Assioma di Wingo :
Tutte le leggi di Finagle possono essere trascurate da chi ha imparato la semplice arte di fare senza pensare." La LeGge Di MurPHy

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lunedì, 30 ottobre 2006

TaRtAsSiaMoLi


postato da: SpiLLO18 alle ore 23:25 | link | commenti
categorie: questapazzafede

Le cOsE nOn FaRebbERo mALe, mA si aVviciNeRebBeRO pORtaTe DaLLa coRRenTe, si pOtRebbE pRimA sFioRaRLe e pOi toCcaRLe e sOlO...

..ALLA FINE FARSI TOCCARE





La vita si ascolta, così come si ascolta il mare...

Le onde montano,

crescono,

cambiano le cose.

Poi, tutto torna come prima






..ma non è più la stessa cosa

postato da: SpiLLO18 alle ore 23:14 | link | commenti
categorie: pensierifaticosi
venerdì, 27 ottobre 2006

cHi nOn bEvE VinO hA qUaLCosA dA NaSCoNDeRe



A me piacciono gli anfratti bui


delle osterie dormienti,

dove la gente culmina nell'eccesso del canto,

a me piacciono le cose bestemmiate e leggere,

e i calici di vino profondi,

dove la mente esulta,

livello magico di pensiero.

Troppo sciocco è piangere sopra un amore perduto

malvissuto e scostante,

magico l'acre sapore del vino

indenne,

meglio l'ubriacatura del genio,

meglio sì meglio

l'indagine sorda delle scorrevolezze di vite;

io amo le osterie

che parlano il linguaggio sottile

della lingua di Bacco,

e poi nelle osterie

ci sta il nome di Charles

scritto a caratteri d'oro.

postato da: SpiLLO18 alle ore 22:42 | link | commenti (1)
categorie: quellochescoproingiro

La coLpA è cOsì piEnA d'iNgeNuA geLOsiA cHe si VeRsa dA sOLa peR tiMoRe d'EsSeRe vERsatA.



Io ti ho amato, Andrè,

e non saprei immaginare come si possa amare di più.

Avevo una vita,

che mi rendeva felice,

e ho lasciato che andasse in pezzi pur di stare con te.

Non ti ho amato per noia,

o per solitudine,

 o per capriccio.

Ti ho amato perchè il desiderio di te era più forte di qualsiasi felicità .

E lo sapevo che poi la vita non è abbastanza grande

per tenere insieme tutto quello che riesce ad immaginarsi il desiderio.

 Ma non ho cercato di fermarmi,

nè di fermarti.

Sapevo che lo avrebbe fatto lei.

 E lo ha fatto.

E' scoppiata tutto d'un colpo.

C'erano cocci ovunque, e tagliavano come lame."

postato da: SpiLLO18 alle ore 00:01 | link | commenti
categorie: desiderando, perdendoilfilodeldiscorso
giovedì, 26 ottobre 2006

guido rossi Ha vinTo dA sOLo uNa paRtiTa a biLiaRdiNo faCenDo RetROceDeRe lA sqUaDRa aVveRsaRia

Secondo alcune nostre fonti romane, in queste ore, la commissioner di arbitrato del Coni starebbe vivendo ore di grande imbarazzo, in special modo sull'esame delle questioni relative alla Fiorentina. I giudici si sarebbero convinti dell'estraneità dei Della Valle rispetto alla presunta "cupola" di Calciopoli. Le attenzioni del collegio sarebbero ancora puntate sull'arcinota Lecce-Parma, un illecito molto dubbio già di per se e comunque difficilmente imputabile ai dirigenti gigliati. Davanti agli occhi del collegio sarebbero emerse le evidenti discrepanze delle sentenze sportive di primo e secondo grado, frutto delle frettolose relazioni redatte da Borrelli e poi dal magistrato sportivo Palazzi. L'imbarazzo di Ronzani e dei suoi collaboratori riguarda naturalmente la decisione da prendere di qui a pochi giorni: la pena già comminata alla società Viola, 30 punti in meno nello scorso campionato, Champions perduta e le lunghe inibizioni per i dirigenti della Fiorentina (con un danno economico stimato in decine di milioni di euro), è già più che afflittiva rispetto ad una violazione del solo articolo 1 (sarebbe la pena più severa mai comminata per quel reato sportivo nella storia del calcio). D'altra parte, cancellare l'intera penalità di -19 punti, significherebbe sconfessare completamente gli esiti giudiziario sportivi del recente scandalo calcio. La "scappatoia" si chiama "responsabilità indiretta": ammettere che Lecce-Parma fu un illecito, ma specificare che nessun dirigente Viola si adoperò mai per commetterlo o ne fu mai edotto, e lasciare una responsabilità, appunto indiretta, alla Fiorentina per avere comunque "beneficiato" del fatto. In quest'ultimo caso i fratelli Della Valle e Mencucci verrebbero riabilitati, o comunque puniti soltanto per la violazione dell'articolo 1, e la società gigliata riceverebbe un forte sconto sulla penalizzazione (almeno 10-12 punti). Difficile dire come finirà, difficile dire anche se una soluzione di questo tipo soddisferebbe Diego Della Valle. Secondo molti esperti infatti, se la Fiorentina adisse le vie della giustizia ordinaria, si vedrebbe quasi certamente riconosciuta ragione.



postato da: SpiLLO18 alle ore 19:57 | link | commenti (2)
categorie: questapazzafede

AbBiaMo viStO i nOstRi taGLi uGuaLi RimaRgiNaRe LeNti iN ciCatRici diFfeRenTi

I baci non sono anticipo d’altre tenerezze,

sono il punto più alto.

Dalla loro sommità si può scendere

 nelle braccia,

 nelle spine dei fianchi,

ma trascinamento.

Solo i baci sono buoni come le guance del pesce.

Noi due avevamo l’esca sulle labbra,

 abboccavamo insieme

postato da: SpiLLO18 alle ore 02:22 | link | commenti
categorie: pensierifaticosi
lunedì, 23 ottobre 2006

La pittura non è fatta per decorare gli appartamenti. È uno strumento di guerra offensiva e difensiva contro il nemico.




Una donna in particolare ha ritratto con maggior frequenza, e possiamo dedurne che lo abbia per un lungo periodo legato di più di tutte le altre a se stessa, Marie Therèse Walter, che egli ha conosciuto ormai divorziato e sulla soglia dei quarant'anni, allorché ella aveva appena diciotto anni. Era la figlia di uno svedese naturalizzato francese, ed aveva assunto tutte le caratteristiche fisiche del padre: era bionda, dagli occhi azzurri, con un viso dai lineamenti forti, e con un bellissimo corpo, alto e slanciato, dalle forme nordiche insomma, che per un latino come Picasso deve aver significato non semplicemente il più alto oggetto del desiderio sessuale, ma possiamo dire, piuttosto, della sua aspirazione estetica; cosa che un biologo può spiegare forse come l'istinto biologico al potenziamento di sé stesso, un antropologo come l'interiorizzazione psichica del messaggio genetico, un sociologo come l'aspirazione all'innalzamento nella scala sociale, o via dicendo; e che Platone spiega invece come la forza invincibile ed incostringibile dell'Eros, la divinità più segreta e folle, ma che costituisce la base di ogni impulso vitale. E Picasso tenne nascosta questa relazione, che durò per decenni, e da cui ebbe anche una bambina; è certo una delle donne che più ha amato nell'arco di tutta la sua vita.

Che cosa sia l'essere di Marie Therèse, ovvero cogliere la sua autentica personalità, è ciò che occupa ancora per molto tempo Picasso nei suoi ritratti. Ne avevamo, alla mostra, ancora uno molto bello,Le Reve (Il sogno, 1932, olio su tela, Collezione privata).

Qui Picasso ha diviso il volto di Marie Therèse che dorme in modo che la parte posteriore del viso reclinato, che rimane bianca ed è divisa dall'altra parte del viso da una riga nera che parte dalla tende verde in alto, ci dà il profilo di un volto che dorme in un sonno profondo; ma se la prendiamo assieme alla seconda metà del viso, la parte superiore del capo reclinato, allora questa impressione scompare, ed il quadro nella sua totalità ci dà un volto beato di donna appena assopita e sognante. La maestria di Picasso sta nell'aver saputo staccare e fondere insieme le due parti del viso, tanto che possiamo percepire appena la differenza della prima parte di esso dalla seconda, se guardiamo il viso nel suo insieme; ma se facciamo attenzione alla riga che divide le due parti, allora vediamo due visi veramente diversi, uno quello della prima metà, che dorme un sonno profondissimo, l'altro quello dell'intero, che dorme invece di sonno beato e sognante.





Ma un altro elemento importante di questo quadro sono i colori. La seconda metà del viso è infatti di un coloro lilla, che lo stacca dalla prima metà ancor più della marcata riga nera che li divide; questo lilla, che continua ancora nel collo e nelle braccia, confina dalla parte del viso con la tende verde della finestra, e ci ricorda così, per l'accoppiamento con questo verde, i colori dell'arcobaleno . Marie Therèse non dorme semplicemente, secondo questa seconda metà del viso: ella sogna, ed il suo sogno la porta in alto nel cielo, nell'arcobaleno che l'artista sente di abitare insieme a lei, perché il loro essere assieme è un sogno, ed il sogno è essere in questo arcobaleno celeste che è l'amore. Sogno e realtà; realtà del sogno, l'arcobaleno. Non mancano infatti anche gli altri colori dell'arcobaleno; abbiamo ancora il giallo nei capelli, e nella poltrona su cui Marie Therèse è sdraiata; il rosso vivo nella poltrona e nella bocca; il blu in una striscia che stranamente circonda il collo ed il braccio destro, e poi in una specie di grembiule che ricopre l'addome di Marie Therèse. È lo stesso blu ad essere passato nell'addome attraverso la linea blu che parte appunto dal viso con gli occhi chiusi; una chiara associazione degli occhi con il pube, come ad indicare la stretta affinità delle cose che Picasso ha più care. Si tratta di una associazione secondaria, scaturita dall'inconscio dell'artista, o di una associazione primaria, secondo la distinzione di Freud? Nell'arte, ed in particolare nell'arte moderna, non si può mai forse distinguere tra associazione primaria e secondaria. Le mani congiunte proprio nel pube, e la riga blu che circonda le dita, e da queste si diparte, per arrivare sino al collo, sembrano voler confermare questa associazione; dal quadro emana comunque una forte carica di sensualità.





Colpo di scena, colpo di gomito. Improvviso, involontario e ad affare già concluso.



La celeberrima opera "Le Reve" ("Il sogno") di Pablo Picasso è diventato un incubo per il miliardario di Las Vegas Steve Wynn, che accidentalmente ha dato una gomitata al preziosissimo quadro che aveva appena venduto ad un collezionista per 139 milioni di dollari, aprendo un buco nella tela, secondo quanto riferito dalla rivista statunitense The New Yorker.



La regista e scenegiattrice Nora Ephron, che è stata testimone dello sfortunato incidente, ha raccontato nel suo blog del giornale The Huffington Post che il miliardario ha alzato la mano per segnalare ad un collezionista un dettaglio dell'opera.



"Mentre indicava il quadro, il suo gomito ha colpito la tela", ha scritto Ephron, precisando che il miliardario ha la retinite pigmentosa, una malattia ereditaria della retina che provoca una perdita progressiva della vista.

"L'ha colpito proprio al centro facendo un buco della misura di un dollaro d'argento", ha scritto l'autrice , aggiungendo il tenore della reazione di Wynn, che si è lasciato scappare: "Oh, merda... Guarda quello che ho combinato. .."



"Per fortuna sono stato io!" pare abbia poi aggiunto il miliardario, che è stato il primo a dichiarare di voler sospendere la vendita. Prima farà restaurare l'opera. Apparentemente tranquilla anche la moglie di Wynn.

La donna, Elaine, si è convinta che l'episodio sia stato un segno del destino: "Il segno - ha dichiarato ai media - che non dobbiamo vendere il Picasso".

postato da: SpiLLO18 alle ore 22:28 | link | commenti
categorie: quellochescoproingiro
giovedì, 19 ottobre 2006

IL noStRo cORpo è uN giaRDiNo Di cUi è GiaRdiNieRe La nOsTRa voLoNtà.







Il decadimento fisico è forse uno dei principali crucci dell'uomo contemporaneo, e non tutti sono a conoscenza delle numerose ricerche che si stanno compiendo per mantenere intatte le cellule del corpo umano, non solo quando è vivo, ma anche una volta deceduto.A garantire questa nuova immortalità è la tecnica della "plastinazione", inventata nel 1978 dal Gunther von Hagens dell'Istituto di anatomia dell'Università di Heildelberg e considerata uno degli ultimi ritrovati della scienza nel campo della conservazione dei tessuti umani.



Con la plastinazione, "l'acqua contenuta nei liquidi dei tessuti viene sostituita da materiali plastici speciali: cellule e rilievo anatomico rimangono nella loro forma originaria. I plastinati sono privi di odori sono asciutti e hanno una solidità tale da permettere di realizzare creazioni totalmente nuove" spiega von Hagens. In pratica con questa tecnica particolare i liquidi e i grassi vengono eliminati dai corpi tramite l'azione di bagni di acetone a basse temperature, le parti disidratate, ottenute tramite questo primo procedimento, vengono immerse in seguito in soluzioni con polimeri reattivi come silicone, resine epossidiche e poliesteri che permettono di dare forma e consistenza ai vari organi. La plastinazione, quindi, non solo garantisce un mantenimento duraturo dei corpi, permettendo così di compiere ricerche mediche e studi anatomici su quest'ultimi, ma conserva anche le caratteristiche di forma e colore di ogni tessuto originario dando come risultato un effetto di impressionante realismo.I corpi sono sistemati in posizioni e atteggiamenti tipici della vita comune e a volte, per mostrare meglio la stratificazione dei tessuti vengono letteralmente "esplosi", proprio come si fa con i congegni meccanici per studiarne la composizione e la struttura. Sapremo così quali muscoli entrano in funzione nello scatto di un cestista, nel salto di un fantino con il suo cavallo, nella bracciata di una nuotatrice o nella tensione del lanciatore. Vedremo i polmoni anneriti di un fumatore accanito affiancati da quelli di un individuo sano, scopriremo come si trasformano le cellule dei tessuti colpiti da cancro, o l'effetto dell'abuso dell'alcool sul fegato.

Questo scopo educativo e pedagogico della mostra è stato fortemente voluto dal professore von Hagens, che in questo modo, ha cercato anche di sensibilizzare il pubblico su alcune particolari tematiche riguardanti la salute, rendendolo più consapevole "della vulnerabilità e della grandiosità della specie umana". Alcuni corpi, invece, sono vere e proprie citazioni di opere famose, le più evidenti le troviamo nell'"Armadietto antropomofico" ispirato a Dalì, nel "Giocatore di scacchi" che imita la postura e l'espressione perplessa de' "I giocatori di carte" di Cézanne e ne' "Il corridore" evidente tributo al futurismo italiano con una mirabolante interpretazione di "Forme uniche della continuità nello spazio" di Boccioni.


Nonostante i buoni propositi comunque Körperwelten ha scatenato numerose polemiche e ancora oggi molti paesi, compresa l'Italia, oppongono una forte chiusura nei confronti di questo tipo di mostre. Le critiche sono rivolte non solo all'aspetto macabro delle opere (numerosi i dissensi sull'esposizione della donna incinta), ma anche al fatto che siano stati usati veri corpi umani. Von Hagens dal canto suo assicura che i circa duecento corpi di uomini e donne utilizzati per la plastinazione erano appartenenti a individui consapevoli della propria donazione, i quali avevano sottoscritto preventivamente un accordo; sembra, inoltre, che la lista delle persone desiderose di donare il proprio corpo aumenti sempre di più: si parla già di 3.600 persone circa. "Per molti la plastinazione è il modo per secolarizzare la propria sepoltura" e attenuare l'angoscia di perdere la vita, attraverso la possibilità di estendere la propria esistenza fisica dopo la morte" spiega von Hagens.


tutto questo è tratto da un articolo trovato in reta..basta digitare Gunther von Hagens su google e troverete molto altro comprese le immagini..oltre al fatto che l'immagine che lascio è molto soft è lecito scegliere di non guardarle..le polemiche vanno evitate quando abbiamo la libertà di scelta...


postato da: SpiLLO18 alle ore 01:11 | link | commenti (2)
categorie: deformazioni
mercoledì, 18 ottobre 2006

TuTtE Le SiTuaZiOni FiniScOnO pRimA o pOi, è Lo sChiFo iMpErFetTo dELLa viTa.

Un giorno nevoso di fine novembre Lorenzo Telmari, ex skipper e giramondo ritiratosi in campagna a scrivere un libro, riceve una telefonata da suo fratello che gli comunica che il loro padre Teo, virologo di fama internazionale, è morto. Lorenzo si precipita Roma, dove scopre di aver ereditato un segreto scottante, con vaste implicazioni etiche e politiche. Presto è risucchiato in una vicenda attualissima e inquietante, che si snoda, senza un attimo di tregua, tra complicate relazioni famigliari, intrecci di politica e religione, una appassionata storia d’amore, fughe per terra e per mare fino alle coste del Portogallo meridionale.



MvL: Andrea De Carlo, sulla copertina di “Mare delle verità” c’è la fotografia di un mare. Scattata da lei, se non sbaglio.

ADC: Sì. Sulle coste del Portogallo meridionale.

MvL: Non sembra un mare da vacanza, in cui fare il bagno. Ha un aspetto vagamente inquietante.

ADC: E’ un mare invernale, grigio e con riflessi metallici. Ma contiene molta luce, abbagliante.

MvL: E’ un’immagine che ha a che fare con la sua storia?

ADC: L’ultima parte del romanzo si volge su quel mare, e vicino a quel mare.

MvL: Dunque non si tratta di un mare metaforico?

ADC: E’ un mare metaforico, e anche un mare reale.

MvL: Un altro elemento che personalmente mi trasmette inquietudine è nel titolo. Perché “Mare delle verità”, al plurale?

ADC: Perché ce n’è sempre più d’una, in apparenza. In questa storia per esempio c’è la verità che i protagonisti cercano di scoprire prima che venga cancellata, c’è la verità ufficiale inventata per nascondere e ingannare, ci sono le molte verità soggettive che cambiano a seconda del punto di vista...

MvL: Però in tutto questo gioco di specchi mi sembra che lei creda in una verità indiscutibile, vale a dire che la politica della Chiesa cattolica e delle altre potenze mondiali riguardo la crescita incontrollata della popolazione e la diffusione dell’Aids è radicalmente sbagliata.

ADC: Quella della sovrappopolazione del mondo è una verità rimossa sistematicamente. La verità sull’Aids viene al massimo sfiorata in modo marginale. Nel giro di vent’anni siamo passati da poche decine di casi a quarantotto milioni di sieropositivi e ammalati di Aids. Milioni di persone muoiono di fame o vivono in uno stato di sottonutrizione, senza la possibilità di avere mai una vita accettabile. Interi paesi si dibattono tra aumento insostenibile della popolazione e contagio incontrollabile, senza aiuti né strategie di uscita. Tra vent’anni ci saranno due miliardi di persone in più sulla terra. E quelli che dovrebbero intervenire stanno a guardare, o addirittura predicano nella direzione opposta a quella giusta.

MvL: Perché, secondo lei?

ADC: Per un intreccio perverso di dogmatismo, indifferenza, cecità, strategie di imperialismo demografico, interessi di mercato: tutte le peggiori ragioni immaginabili.

postato da: SpiLLO18 alle ore 00:11 | link | commenti
categorie: desiderando

peRché aPpeNa uNo tRoVa uNa bUOna RagiOnE peR FaRLe, Le cOsE pERdOnO iL LorO FaScinO

La guardò. Ma d'uno sguardo per cui guardare già è una parola troppo forte.

Sguardo meraviglioso che è vedere senza chiedersi nulla, vedere e basta.

Qualcosa come due cose che si toccano - gli occhi e l'immagine- uno sguardo che non prende ma riceve,

nel silenzio più assoluto della mente, l'unico sguardo che davvero ci potrebbe salvare

- vergine di qualsiasi domanda, ancora non sfregiato dal vizio del sapere

- sola innocenza che potrebbe prevenire le ferite delle cose

quando da fuori entrano nel cerchio del nostro sentire-vedere-sentire-

perché sarebbe nulla di più che un meraviglioso stare davanti, noi e le cose,

e negli occhi ricevere il mondo - ricevere - senza domande,

perfino senza meraviglia - ricevere -solo- ricevere- negli occhi - il mondo.




postato da: SpiLLO18 alle ore 00:03 | link | commenti
categorie: pensierifaticosi