È una cosa strana.
Quando ti accade di vedere il posto dove saresti salvo,
sei sempre lì che lo guardi
da fuori.
Non ci sei mai dentro.
È il tuo posto,
ma
tu
non
ci
sei
mai.
Qui si parla del potere di vita e di morte.
Di una morte fredda, pulita, senza spargimento di sangue, facile, alla portata di chiunque.
Di tutti.
Una morte istantanea, incruenta, da Hollywood.
Il vecchio George Orwell aveva capito tutto, ma al rovescio.
Il Grande Fratello non ci osserva.
Il Grande Fratello canta e balla.
Tira fuori conigli dal cappello.
Il Grande Fratello si dà da fare per tenere viva la tua attenzione in ogni singolo istante di veglia.
Fa in modo che tu possa sempre distrarti.
Che sia completamente assorbito.
I barboni sono randagi scappati dalle nostre case, odorano dei nostri
armadi,
puzzano di ciò che non hanno,
ma anche di tutto ciò che ci manca.
Perché forse ci manca quell'andare silenzioso totalmente libero,
quel deambulare perplesso,
magari losco,
eppure così naturale,
così necessario,
quel fottersene del tempo meteorologico
e di quello irreversibile
dell'orologio
Alle tre di pomeriggio sto guidando la mia MG bianca lungo Goldfinch Avenue verso le colline, con una cassetta dei Rolling Stones a tutto volume sullo stereo, e salto uno stop senza accorgermene.
Vedo una Chevette verde chiaro che mi arriva da destra, scivola verso me come un piccolo cetaceo sott'onda.
Non cerco di frenare, o di girare il volante, o.
Guardo il verde chiaro che si avvicina, senza togliere il piede dall'acceleratore.
È stata quella volta che scherzando mi ha detto che ero un erotomane romantico.
Non so esattamente cosa volesse dire.
Ho immaginato di essere uno che compra una rosa,
ma poi cerca di infilarla nel sedere.