Ve l'avevo detto che avrei scritto il finale sulla Grande Muraglia. Sembra un rito deficiente, e forse lo è, ma il fatto è che non mi riesce veramente di spiegare cosa ho in testa senza raccontare questo serpentone di pietre e follìa. È una specie di immagine guida, per me. Così mi son detto: chissà com'è pensare un'immagine mentre ci stai camminando sopra. Una cosa da Gulliver: fare trekking dentro a un proprio pensiero. Potevo resistere?
Sembra un serpente ubriaco, ma in verità una logica c'è, e il principio sembra essere questo: costruisci una torre in cima a una collina, poi guardi verso ovest e cerchi il punto più alto che c'è nel raggio di una settantina di metri, diciamo la distanza da cui è visibile una lanterna nella notte. In quel punto costruisci un'altra torre. Infine colleghi le due torri con un camminamento alto qualche metro, e dotato di sponde. Se per fare questo devi scendere in una gola e poi risalire dall'altra, lo fai senza scomporti, e con serena pazienza. Se devi scalare un costone ripidissimo, lo fai senza smadonnare e con ferma determinazione. Ripeti questo gesto per due secoli e ottieni la Grande Muraglia. È importante, per strada, non cambiare idea mai. Conosco gente che vive, in quel modo.
UN MESE FA ESCE SU REPUBBLICA L'ULTMA PUNTATA DEI BARBARI SCRITTA DA BARICCO.
È LA TRENTESIMA VOLTA DAL 12 MAGGIO CHE A QUESTA STORIA SI AGGIUNGE UN CAPITOLO..ADESSO ALLEGATO A REPUBBLICA ESCE L'OPERA INTERA CON TUTTI I DISEGNI CHE L'HANNO ACCOMPAGNATA!