




"Questi sono i risultati dopo pochissimi giorni che è partito l'appello, stanotte su richiesta del Ministro Amato la Polizia Postale italiana ha interdetto l'accesso dall'Italia al sito www.ibld.net che da ben 8 anni promuove il " BOY LOVE DAY", la giornata dell'orgoglio pedofilo.
La Polizia Postale della Germania , sede del server , è allertata e anche quella Svizzera, dove sono registrate alcune pagine del sito. Ci sono stati incontri tra le Polizie dei vari paesi per tentare un'azione comune, per il momento dai server stranieri è ancora accessibile, speriamo si possa andare ancora oltre.
Un altro sito straniero è spuntato a inneggiare al Boy Love Day con sede in Lichntenstein, e se le procedure andranno a buon fine verrà anch'esso oscurato.
Don Di Noto, prete da anni in prima linea nella lotta alla pedofilia, ci informa che circolano nell'ambiente pedofilo voci di manifestazioni pro-pedofilia PEDO PRYDE che vedrebbero come sede Roma, manifestazioni silenziose con il fine di accendere le orribili candele azzurre (simbolo dei pedofili) nei vicoli di Roma. Per dissociarsi e combattere l'uso della città per orrende manifestazioni il sindaco Veltroni ha dichiarato ROMA città simbolo per la lotta alla pedofilia.
Con la parteciapazione attivissima di tutti voi, vi ringrazio profondamente e virtualmente vi stringo in un unico abbraccio, l'attenzione dei Politici è stata accesa, ricordo che in ben 40.000 hanno firmato, ma l'appello non si ferma, le cose da fare sono ancora moltissime, ma questa prima vittoria spero infonda in tutti voi la certezza che unendo le nostre forze si possono raggiungere risultati immensi.
Continuiamo il nostro tam tam sui blog, fai firmare l'appello lanciato dal giornale Epolis presente in tutta Italia, ricordo l'UNICO giornale che si è impegnato in questa lotta, sto ancora aspettando mezza risposta da Repubblica e company
se vuoi mandare la tua firma puoi mandare un sms indicando solo nome e cognome al n.3391819641 ( è il numero pubblicato in ogni pagina del quotidiano) oppure manda una mail con solo nome e cognome a : italia@epolis.sm
Mai soli...insieme si posso vincere grandi battaglia, non mollate...non molliamo!"
per visitare il sito dell'autore dell'iniziataiva : sissunchi


In Italia è molto diffusa una storia che fa risalire l'origine della festa ad un grave fatto di cronaca avvenuto negli Stati uniti.
La versione "tradizionale" vuole che nel 1908 a New York, alcuni giorni prima dell'8 marzo, le operaie dell'industria tessile Cotton iniziarono a scioperare per protestare contro le condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero proseguì per diversi giorni finché l'8 marzo Mr. Johnson, il proprietario della fabbrica, bloccò tutte le vie di uscita. Poi allo stabilimento venne appiccato il fuoco (alcune fonti parlano di un incendio accidentale). Le 129 operaie prigioniere all'interno non ebbero scampo.
Questa storia è in realtà un adattamento, fatto a fini propagandistici dai movimenti di sinistra, di un fatto realmente accaduto ma con tempi e modalità leggermente diverse.
L'incendio avvenne nel 1911 (quindi dopo, e non prima della tradizionale data di nascita della festa, il 1910), a New York, nella Triangle Shirtwaist Company. Le lavoratrici non erano in sciopero, ma erano state protagoniste di una importante mobilitazione, durata quattro mesi, nel 1909. L'incendio, per quanto le condizioni di sicurezza del luogo di lavoro abbiano contribuito non poco al disastro, non fu doloso. Le vittime furono oltre 140, ma non furono tutte donne, anche se per il tipo di fabbrica erano la maggior parte. I proprietari della fabbrica si chiamavano Max Blanck e Isaac Harris, vennero prosciolti nel processo penale ma persero una causa civile.
“SI CAPISCE,
uno ha tutto il diritto di coltivare i suoi ideali integerrimi.
E di sentirsi eletto dal popolo lavoratore anche se è stato spedito in Senato da una segreteria di partito. Uno ha tutto il diritto di rivendicare purezza e coerenza, così non si sporca la giacchetta in quel merdaio di compromessi e patteggiamenti che è la politica.
Però, allora, deve avere l’onestà morale di non fare parte di alcuna coalizione di governo.
E deve dirlo prima, non dopo.
Deve farci la gentilezza di avvertirci prima, a noi pirla che abbiamo votato per una coalizione ben sapendo che dentro c’erano anche i baciapile, anche i moderatissimi, anche gli inciucisti.
A noi coglioni che di basi americane non ne vorremmo mezza, ma sappiamo che se governano gli altri di basi americane ne avremo il triplo.
Invece no: questi duri e puri se ne strafottono della nostra confusione e della nostra fatica.
Prima salgono sulla barca della maggioranza, poi tirano fuori dal taschino il loro cavaturaccioli tutto d’oro e fanno un bel buco nello scafo, per meglio onorare la loro suprema coerenza e la nostra suprema imbecillità.
Un bell’applauso ai Cavalieri dell’Ideale: tanto, se tornano Berlusconi e Calderoli, per loro cosa cambia? Rimarranno sul loro cavallo bianco con la chioma al vento.”
Michele Serra
