AbOUtMe

Utente: SpiLLO18
Nome: SpiLLo
Scrivere è un po' come fare i minatori di se stressi: si attinge a quello che si ha dentro, se si è sinceri non si bada al rischio di farsi crollare tutto addosso.

AvViSo Ai NaVigAnTi

" la visione di questo BlOg se usate il BrOwSer MozillA firefox sarà sicuramente ottima...se ne usate un'altro non sono responsabile della distorsione dei miei pensieri.."

CuRVe NeLlA MeMoRIA


PezZi Di StORiA

oggi
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CoSì è sE Vi pArE


Le Manie Di Spillo

CiTarSi AdDoSsO

"..quel che di bello c'è nella vita è sempre un segreto... per me è stato così... quelle che si sanno sono le cose normali, o le cose brutte, ma poi ci sono dei segreti, ed è lì che si va a nascondere la felicità.. a me è successo così.. sempre... "AlESsaNDro BaRIcCo

"Norme di Finagle
1. Prima tracciate le curve che vi servono, poi trovate i punti che corrispondono.
2. Ogni esperimento deve essere riproducibile, e fallire sempre allo stesso modo.
3. Non credete ai miracoli: contateci ciecamente."
La LeGge Di MurPHy

"Assioma di Wingo :
Tutte le leggi di Finagle possono essere trascurate da chi ha imparato la semplice arte di fare senza pensare." La LeGge Di MurPHy

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sabato, 05 aprile 2008

La VeriTà è cOmpLeTamEnTe e aSsoLutAmeNte uNa qUeStiOnE Di sTILe

Ti ho dato il mio portafortuna,


che fa gli straordinari coi tuoi guai


e l' altra faccia della luna,


che lasci in giro e che non trovi mai


ti ho dato Pippo e Topolino


e Paperino e tutto quel che ho


ma c'è una cosa nel taschino,


qualcosa bella mia che non ti do


Neanche se piangi in cinese,


neanche se piangi in cinese.













Ti ho dato il salto della quaglia,


per stare sopra un piede come sto


ti ho dato il mio lavoro a maglia,


per riscaldarti amore come so




ti ho dato il cuore con la aorta,




che inteso senza peso ti ho difeso come un samurai




ma ho ingoiato la chiave della porta


e quella cosa amore non l' avrai







Forse le cose stanno esattamente così:

quelli che vale la pena di amare veramente

sono quelli che ti rendono estraneo a te stesso.

Quelli che riescono a estirparti dal tuo habitat e dal tuo viaggio

e ti trapiantano in un altro ecosistema,

riuscendo a tenerti in vita in quella giungla che non conosci

e dove certamente moriresti

se non fosse che loro sono lì e ti insegnano

i passi,

i gesti

e le parole:

e tu,

contro ogni previsione,

sei in grado di ripeterli.


postato da: SpiLLO18 alle ore 03:28 | link | commenti
categorie: perdendoilfilodeldiscorso, trattodaqualcosaltro
martedì, 29 gennaio 2008

WheN I'm gOod I'M veRy gOod, bUt whEn I'm baD I'm BettEr



Seguimi..seguimi..seguimi..seguimi..giù



tra gli alberi e un cielo che non voglio e non vuoi più



dammi dell'aria..dammela a bere..



dammi dell'aria che non fa male..



come sai tu...come stai







Seguimi..seguimi..seguimi..seguimi..giù



e un cielo di noia e di plastica sembra quel blu



prendi dell'aria..tienila bene..



datti dell'aria che non fa male



come sai tu..come stai tu



che sogni una vita in riva al mare



come sei tu



che vuoi da me una vita naturale



che non porti più il mio nome

















A me piacciono solo due tipi di uomini: gli stranieri e quelli del mio Paese.





MAE WEST





postato da: SpiLLO18 alle ore 15:49 | link | commenti
categorie: trattodaqualcosaltro
venerdì, 14 dicembre 2007

Il sesso cancella fette di vita che uno nemmeno si immagina.


 Sarà anche stupido,


ma la gente si stringe con quello strano furore


un po' panico


e la vita ne esce stropicciata come un bigliettino stretto in un pugno,


nascosto con una mossa nervosa di paura.


Un po' per caso,


un po' per fortuna,


sapriscono nelle pieghe di quella vita appallottolata mozziconi di tempo dolorosi,


o vigliacchi,


o mai capiti.


Così.



vigncoppia3ff0



postato da: SpiLLO18 alle ore 12:33 | link | commenti
categorie: trattodaqualcosaltro
sabato, 23 giugno 2007

PeRché hAi fRugAto nElLa Mia giAcCa?PeR saPeRe qUaLcOsA di tE!sE vUOi sApERe qUaLcOsA di Più fRugA dEnTRo iL miO sLip.

Dicono c'è un tempo per seminare



e uno che hai voglia ad aspettare,



un tempo sognato che viene di notte



e un altro di giorno, teso come un lino a sventolare.



C'è un tempo negato e uno segreto,



un tempo distante che è roba degli altri,



un momento che era meglio partire e



 quella volta



che noi due



 era meglio parlarci




postato da: SpiLLO18 alle ore 02:12 | link | commenti (1)
categorie: trattodaqualcosaltro
sabato, 26 maggio 2007

"GiUsePpe" "Chi e'?" "DiO" "iO cHi?" "NoN iO, diO: l'OnNisciEnTe" "QUeLLo chE maNgiA Di tUtTo?" "GiUse',qUeLLo e' L'onNiVoRO!!"











E allora il Signore disse: "Orsu', prendiamo del fango. Orsu', impastiamolo. Orsu'..". Poi ci sputo' sopra, e nacque Adamo. E Adamo, asciugandosi il viso, disse:"Cominciamo bene!". Ma i suoi guai non erano finiti li', perche' il Signore, non ancora soddisfatto, gli face l'anestesia totale e creo' la donna. E Adamo disse:"Signore, manca un pezzettino..". Ma il Signore rispose: "No, questa e' la donna". E Adamo ancora disse:

Signore, mancano almeno tre etti...Si vede a occhio nudo!”.

Ma il Signore non volle sentire ragioni, e li mise entrambi in un posto cosi' bello che si chiamava come un cinema a luci rosse: Eden.

E allora il Signore disse: “Qui potete mangiare di tutto: carne, pesce, pane e Nutella, fritto misto, pizza margherita, ma non le mele, le mele no, LE  MELE NO!”.

E Adamo rispose: “Non ti incazzare...Ci stanno gli aranci che mi piacciono pure di piu'... Mangeremo gli aranci!”. Ed ecco che Adamo si diede a dare i nomi agli animali. E diceva: “Tu ti chiamerai levriero, tu ti chiamerai porco...”. E il maiale diceva:”Ma come?! Quello levriero e io porco? E dove sta la giustizia divina?”.

”E che cosa dovrei dire io, allora?” si lamentava lo scarrafone.

In quella Eva si trovava vicino a un albero; a un tratto si giro' e vide un serpente. E disse: “Che schifo!”. “sei bella tu!” rispose il serpente, che era permaloso.

Ed ecco che prese a parlare ad Eva con voce suadente: “Le mele fanno bene, contengono le vitamine, una mela al giorno leva il medico di torno, meglio farsi una mela che farsi le pere... Se mangerete di questo frutto diventerete intelligenti”.Ed Eva disse:”Ma noi siamo gia' intelligenti!”. E il serpente guardo' Adamo e disse: “Chillo e' n'ora che va parlanno co' nu porco... Ti pare intelligente?”.

“E' vero” rispose Eva, e sputo' in faccia ad Adamo.

“Che brutta giornata”disse Adamo.”Sono stato appena creato e gia' mi hanno sputato in faccia due volte”. Ed Eva gli offri' una mela, ma Adamo rispose: “La mela no, costa un'ira di Dio!”.

Ma Eva minaccio' di portarlo in un ristorante cinese, e Adamo accetto' la mela. E mangiarono il frutto proibito.

Ed ecco che arrivo' il Signore e disse: “Vi caccio, quant'e' vero Dio!”. Ed Eva suggeri' piano ad Adamo: “Diciamogli che siamo atei!”. Ma Adamo scosse la testa: “Non posso, lo conosco personalmente”, e si copri' il viso per evitare che qualcuno gli sputasse in faccia.

E il Signore disse: “Donna, tu partorirai con gran dolore. Uomo, tu lavorerai con gran sudore, ammesso che troverai lavoro. E la Terra produrra' spine e sofferenze”.

E Adamo disse: “Ma santo Dio, tutto questo per una mela?Domani te ne porto un chilo...”.

“Non e' la mela,” disse il Signore “e' una questione di principio: oggi la mela, domani la collezione di francobolli, che figura ci faccio di fronte alla gente?”.

”Ma se non c'e' nessuno!”disse Adamo, ma il Signore fece finta di non sentire e sventolando il cartellino rosso se ne ando' dicendo: “A me!”, che in antica lingua divina vuol dire “Addio!”, ma nessuno lo capi'.


E Adamo ed Eva abbandonarono il Paradiso terrestre, e affittarono una caverna: due stanze, servizi e cucina abitabile, contratto uso foresteria.

E Adamo chiese a Eva:”Ti ha detto nulla la mamma?”, ma subito aggiunse: “Ah gia', la mamma sono io!”.

E dovettero procedere per tentativi: prima un dito in un occhio, poi un piede in bocca, poi un ginocchio nell'orecchio... Fin quando si conobbero in senso biblico.

E Adamo disse: “E' stato un piacere conoscerti, bambola, a te cosa e' sembrato?”. “Certo meglio di quando mi hai infilato il gomito sotto l'ascella... Comunque, per essere uno appena uscito dall'eternita', ci hai messo proprio un attimo!”.

E quella notte Eva rimase incinta. E Adamo disse: “Che iella, alla prima botta!”. Ed Eva disse:”Potevi starci almeno attento, pensi solo a te stesso!”.

E fu cosi' che fu gettato il seme del primo uomo e anche quello della prima incomprensione. Ed Eva si gonfio' sul ventre. E Adamo disse: “Prova con due dita in gola”. Ma Eva disse: “Non e' lo stomaco, questo e' un figlio... Dobbiamo pensare al nome da dargli!”.

E Adamo disse: “Se esce da dove sono entrato io, lo chiamiamo Houdini!”.

E nacque Caino, e Adamo lo guardo' e disse: “Come e' piccolo! Io appena nato non ero cosi' piccolo”.

E Adamo volle conoscere di nuovo Eva.

E il Signore vide e chiamo':”Adamo!”.E Adamo, che stava conoscendo Eva proprio in quel momento, disse: “Questa e' la segreteria telefonica di Adamo. Non sono in casa...”.E il Signore disse: ”Adamo, non fare il cretino, e smetti di fornicare”.”E va be', e le mele no, e fornicare no... Tu hai bisogno di uno psicanalista!”. 

E per questa distrazione Eva rimase incinta per la seconda volta, e Adamo disse: “A proposito, Signore, non e' che potresti creare la farmacia? Sai come vanno le cose: far bene la conoscenza fa bene alla conoscenza”. Ma Dio non creo' la farmacia, ed Eva non volle piu' conoscere Adamo. E quando Eva voleva conoscere, Adamo aveva mal di testa.

E non si trovarono mai piu' d'accordo su questo argomento, e questa fu la vera maledizione per l'umanita'.


Parola di Giobbe.

postato da: SpiLLO18 alle ore 03:21 | link | commenti
categorie: trattodaqualcosaltro
martedì, 10 aprile 2007

VeDo mE nElLa tUa pEllE, Me neLLe tUe oSsA. E' cOsì chE ti cOnOsCo. Tu sEi Ciò chE So

Se tu non fossi bello,

se tu non fossi stato invadente o comunque tragico,

io non ti avrei amato.

Ma pur capendo che venivi dall'acqua come la morte, io ho fatto l'amore con te.

Ti piaceva il fiore della mia parola, la lingua segreta che nessun figlio ha mai conosciuto.

Ti piacevano le battute d'arresto del mio cuore

e le lacrime che ho dato al mio genio come una semina.

Riottosa ad ogni tipo d'amore,

sei entrato tu

ad invadere il mio silenzio

e non so dove tu abbia visto le mie carni per desiderarle tanto.

E non so perchè tu abbia avuto il mio corpo per poi andartene.

Se mi avessi strappato il cuore

o tolto l'unico arto che mi fa male

o scollato le mie giunture,

non avrei sofferto tanto come quando tu,

un giorno insperato,

mi hai tolto la pelle dell'anima.

postato da: SpiLLO18 alle ore 02:37 | link | commenti
categorie: pensierifaticosi, trattodaqualcosaltro
domenica, 01 aprile 2007

È Sporco il SeSSo? Solo Se è fatto bene.

Quando l'uomo entra nella donna come l'onda scava la riva,



ripetutamente,



e la donna,
godendo,



apre la bocca e i denti luccicano come un alfabeto,



il Logos appare mungendo una stella,



e l'uomo dentro la donna stringe un nodo perchè mai più loro due si separino, e la donna si fa fiore che inghiotte il suo gambo,



e il Logos appare



e sguinzaglia i loro fiumi.



Quest'uomo e questa donna con la loro duplice fame



hanno cercato di spingersi oltre la cortina di Dio,



e ci sono riusciti per un momento,



 anche se poi Dio



nella sua perversione



scioglie



il



nodo.




postato da: SpiLLO18 alle ore 22:01 | link | commenti
categorie: trattodaqualcosaltro
martedì, 13 febbraio 2007

cRedO daVveRo cHe Ci siAnO cOsE cHe nEssuNO RieSce a vEdERe pRimA cHe veNgAnO FotOgRafAtE.

"Vi spiego come mi prende la voglia di fare una fotografia.



Spesso è la continuazione di un sogno.



Mi sveglio un mattino con una straordinaria voglia di vedere, di vivere.



Allora devo andare.



Ma non troppo lontano,



perché se si lascia passare del tempo l'entusiasmo,



il bisogno,



la voglia di fare



svaniscono.



Non credo che si possa "vedere" intensamente più di due ore al giorno"



*Doisneau*






postato da: SpiLLO18 alle ore 00:25 | link | commenti
categorie: trattodaqualcosaltro
martedì, 09 gennaio 2007

Se meEtTi ‘o rHuM iN coPpA a ‘Nu sTRunZ nOn diVenTa ‘nU bABà!






C’è un segnale inequivocabile. Un’azione apparentemente innocua.

Un piccolo gesto che annuncia che... ok, hai cominciato finalmente a prendere la tua vita tra le mani.



È quando riesci a dire al tuo parrucchiere che il taglio che ti ha fatto fa schifo. Che persino la cavia peruviana di tua cugina è pettinata meglio.


Che la frangia non te l’ha scalata, te l’ha mozzata come la coda di un mulo e che, per non dare nell’occhio, non ti rimane che ragliare.

Che se quella che ti ha fatto è una tinta, che vada pure

a graffitare le metropolitane di Milano.

Che persino le siepi di agrifoglio tremerebbero all’idea di farsi potare da lui.


Prima o poi ci farò un libro: Lo Zen e l’arte di mandare

a stendere il tuo parrucchiere.



Devo spiegarlo io?



I capelli di una donna sono il termometro della sua anima.



Quando una purilla sta male, cosa fa?

Va dal parrucchiere.

Prima ancora che dall’analista.

Mette quel che ha di più vuoto tra le mani del coiffeur e si abbandona fiduciosa.

E magari, all’improvviso l’incoscienza, gli dice la fatidica frase: «Fai tu».


Dire a un parrucchiere «fai tu» è un po’ come decidere di fare boungee jumping senza elastico.



Armato solo del suo ego colossale, come un boia al patibolo, lui darà mano alle forbici e taglierà.

Quei bei tagli asimmetrici, sfilacciati, impettinabili, portabili al massimo in sfilata a Milano Collezioni.



E mentre mieterà e falcerà, ti dirà: «Tesoro, sei bellissima.., ti mancano solo le ali per essere un angelo...», e tu penserai: “Ho le scapole alate, andrà bene lo stesso?”.



E soprattutto: “Quanto ci metterà mai un capello a ricrescere? Un mese? Un anno? Un decennio?”.


Meglio così, comunque, che scegliere l’acconciatura sfogliando quei tremendi giornali che trovi solo dai parrucchieri, stampati in una specie di segreta tipografia di categoria.



Un misto di teste a pera e tagli da Basil l’investigatopo.


E poi c’è il tocco finale. Una volta bastava la lacca a inchiodarti le chiome come Marion Cunningham di Happy Days.


Adesso si va di gel, olio, schiuma, silicone... E così esci dal negozio che ci hai i capelli unti come dopo una settimana di influenza.





postato da: SpiLLO18 alle ore 00:04 | link | commenti (2)
categorie: trattodaqualcosaltro
mercoledì, 13 dicembre 2006

La VeRità nOn hA oRa, è di tUtTi i mOmENti, sPeCiaLmeNte dEi mOmEnTi iN cUi Ci sEmbRa inOpPoRtuNa.



Ricordo un angolo di cielo da una finestra


e notti insonni come un viaggio

senza più destinazione

di un uomo solo, un uomo vivo, un uomo vero

Un uomo come io lo vedo nel deserto del pensiero

è così stanco, è così solo e così vero

è proprio come io lo vedo nel deserto del pensiero

I questo mondo, in questo atlante della violenza

un uomo segna la distanza tra il futuro e la speranza

in una scena da apocalisse quotidiana

Un uomo chiuso in una stanza scrive lettere d'amore

Sotto l'ombra del gigante

In questo squarcio di '900 in questo tempo

un uomo viaggia lento senza più destinazione

è un uomo solo al vento delle parole senza senso

Al centro dell'informazione nel ricatto del consenso

Sotto l'ombra del gigante

Un altro uomo nuovo, un uomo vivo, un uomo solo

intrappolato dal potere che non sente e che non vede

Sotto l'ombra del gigante







postato da: SpiLLO18 alle ore 01:50 | link | commenti
categorie: trattodaqualcosaltro